Comunicato stampa – CeSMoT,perplessi su risultato analisi costi-benefici linea Torino Lione

AGV+ETR500L’analisi costi-benefici sulla linea Torino – Lione ,resa finalmente nota, ci lascia fortemente perplessi. Sebbene fosse purtroppo evidente  che ci  fosse una forza  politica che spingeva per avere a tutti i costi un parere tecnico negativo per giustificare la sua opposizione all’opera,tanto da nominare una commissione che non ha mai fatto mistero della sua contrarietà (è stato come mettere dei vegani a capo di una commissione per decidere se macellare un maiale per fare un prosciutto)  è anche abbastanza evidente che alcuni dati siano abbastanza falsati. Ad esempio viene indicato un costo complessivo di 12 mld, gonfiato di 1,2mld,con un costo per l’Italia che viene dichiarato di 5,5mld quando è in realtà di 3 mld. Questo perché hanno in sede di analisi si è evitato di calcolare il 40% del contributo UE. Oltre a ciò non viene assolutamente considerato che la Torino-Lione un’opera strategica inserita nel corridoio europeo Lisbona Kyiv , che permetterà un veloce movimento di merci e persone. Per non parlare dei limiti attuali della linea Torino Modane. Opporsi alle ferrovie significa non avere a cuore l’ambiente e non volere togliere tir dalle strade. Ci teniamo infine a ricordare  che in caso di stop all’opera,oltre alle penali da pagare ci sarebbero i fondi da restituire all’Unione Europea che, presumibilmente,li assegnerà a stati non governati da chi ha fatto della decrescita felice la sua bandiera. Auspichiamo,come CeSMoT,che il Parlamento sovrano esamini attentamente utilità dell’opera dandone via libera

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Comunicato Stampa – CeSMoT, Ferrovia RomaNord: l’assordante silenzio della Regione Lazio

26_santaluciaL’entrata in vigore dell’orario invernale sulla ferrovia RomaNord ha portato purtroppo nuovi disagi all’utenza che quotidianamente sta vedendo sopprimere quattro corse ferroviarie ed otto corse automobilistiche integrative .Se da un lato appare ormai evidente l’inadeguatezza di ATAC nel gestire la ferrovia, complice la ben nota situazione aziendale ed il concordato in corso, ciò che colpisce maggiormente è l’assenza della Regione Lazio, proprietaria della linea ,che,non solo sembra non svolgere il suo ruolo di “controllore” nel verificare il rispetto degli standard previsti dal contratto di servizio, ma anche sembra essere assente nel suo compito di proprietario, avendo finora investito poco e niente nel potenziamento di infrastruttura e materiale rotabile . In questa situazione a poco servono le buone intenzioni dell’assessore Mauro Alessandri che , dopo le reiterate proteste dei pendolari, ora promette interventi , senza però specificare modi e tempi: anche ammettendo che dalle scorse elezioni di Marzo non si sia accorto delle problematiche della linea, possibile che nè il suo predecessore Civita, nè il Presidente Zingaretti si siano mai accorti di nulla? Ci chiediamo anche come mai anche da parte dei numerosi comuni attraversati dalla ferrovia non si siano mai levate incisive proteste, come se il treno fosse un mezzo di trasporto “antiquato” . Eppure, il quotidiano traffico che interessa la Via Flaminia, dovrebbe far riflettere sulle potenzialità della ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo, infrastruttura strategica per la mobilità dell’alto Lazio. Come CeSMoT auspichiamo rapidi interventi: sarebbe davvero paradossale la chiusura di una ferrovia che nel 2009, secondo i piani della Regione Lazio, sarebbe dovuta diventare il collegamento principale per il nuovo aeroporto di Viterbo e per la quale era previsto raddoppio ed ammodernamento.

 

 

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Comunicato Stampa, CeSMoT: bene passaggio ferrovia Termini – Giardinetti a Comune,Regione Lazio ora ceda anche le altre due ferrovie

056-421-063_centocelleCon l’annunciato passaggio della ferrovia termini – giardinetti dalla regione al comune potrebbe finalmente aprirsi un nuovo scenario per futuro della linea per la quale auspichiamo un sano e concreto rilancio con la riapertura della tratta fino a Giardinetti ed il prolungamento fino a Tor Vergata. Sebbene finora l’amministrazione capitolina non sia brillata in tema di provvedimenti concreti a favore del TPL , dobbiamo constatare che anche la situazione delle tre Ferrovie regionali non sia migliore: la roma nord è abbandonata a se stessa dove il servizio sopravvive più per inerzia che per volontà di mantenerlo,con orari che sembrano studiati appositamente per scoraggiare utenza;
la centocelle giardinetti chiusa per assurde paranoie di dirigenti che non sanno distinguere un cerchione ferroviario da un pneumatico; la Lido che da anni attende un rilancio ed una trasformazione in metropolitana e dove l’orario ufficiale è ufficiale solo sulla carta.
Quindi la regioni lasci definitivamente perdere le ferrovie. Nessuno nega che è stata molto brava nel risanare cotral, mostrando quindi la sua vocazione gommarola, ma è evidente,e la questione della Centocelle Giardinetti lo ha dimostrato, di essere completamente incapace con le ferrovie. se passa la mano,anche se il gestore dovesse restare ATAC, sicuramente peggio di così non può andare. Tanto più che ora,con un governo  “amico” ad amministrazione comunale non dovrebbe avere alcun problema nell’avere stanziamenti di fondi a favore del TPL Del resto appare anche evidente che la Regione abbia a cuore solo i pendolari che si spostano sulla rete CoTraL e quelli che utilizzano Trenitalia. Gli altri sono di serie B. Restiamo in attesa di veder partire la tanto annunciata cura del ferro.

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Incidente Caluso:una nostra riflessione

Abbiamo voluto aspettare un pochino di tempo per commentare il tragico incidente di Caluso ed attendere che si placassero gli avvoltoi. Fermo restando che c’è un’inchiesta in corso che accerterà dinamica dei fatti, è da rilevare che tutti gli incidenti ai PL derivano da imprudenza ed inosservanza del codice della strada. Di suo la ferrovia è un sistema sicuro,dove ogni aspetto è normato. Nel caso dei PL esiste un segnalamento lato ferrovia che da garanzia su chiusura delle barriere. Sfortunatamente un treno ha bisogno di spazio per frenare,e quindi i segnali son posti a congrua distanza. Tutto ciò purtroppo non può proteggere da situazioni come quella di Caluso,dove il camion ha impegnato il PL nonostante avesse un divieto di attraversarlo. Per tanto chi continua a raccontare frottole sulla pericolosità dei treni e dei PL,mente sapendo di mentire. E il codice della strada a stabilire che NON va impegnato un PL mentre si abbassano le sbarre o sono accese le luci rosse…

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Comunicato Stampa “CeSMoT, assurdo blocco TAR a riapertura ferrovia per Vigna Clara”

 vignaclaraLa recente sentenza del TAR Che blocca la riattivazione della tratta ferroviaria per Vigna Clara ci lascia,come CeSMoT,molto sorpresi e perplessi. In sostanza sembra che tar riconosca che l’interesse personale di pochi conta più del diritto alla mobilità di molti. Riteniamo che il tar viola la costituzione ed è responsabile, insieme ai ricorrenti, di un ingente danno erariale. Senza dimenticare che si crea un pericoloso precedente: d’ora in poi chiunque si riterrà “disturbato” da una ferrovia potrà ricorrere al TAR e chiedere che venga sospeso il traffico. Se cosi fosse i romani meriterebbero di soffocare nello smog e trascorrere la loro vita fermi nel traffico. Siamo arrivati al punto che contano più i diritti di chi costruisce case ed attività commerciali semza rispettare le norme (la ferrovia esiste dagli anni 30, gli edifici dal 60/70),senza dimenticare che nel 1990 nessuno ebbe da ridire. Sono anche impensabili altri lavori sulla galleria, che è stata appositamente rafforzata e ristrutturata nel rispetto delle normative vigenti. Come CeSMoT ribadiamo che trasporto collettivo è il vero motore economico e sociale della città, l’egoismo uccide il trasporto collettivo e conseguentemente con questa sentenza tar e cittadini di Roma Nord sono complici e carnefici della morte di Roma. Auspichiamo che RFI e Comune di Roma ricorrano al Consiglio di Stato contro questa sentenza scandalosa e che un secondo grado di giudizio possa dare via libera ad un’opera strategica per la mobilità cittadina

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Comunicato Stampa – Ferrovie, CeSMoT : scandaloso il disinteresse di Lazio ed Abruzzo verso linea Avezzano – Roccasecca

2ALnSoraCon il consueto cambio di orario fioccano le ennesime brutte sorprese per gli utenti della linea Avezzano – Roccasecca, che,  nonostante il fattivo e costante impegno del comitato Salviamo la Ferrovia Avezzano Roccasecca ,  è stata privata di altre due corse ferroviarie. Tale soppressione risulta non solo immotivata ma anche presa all’insaputa dell’utenza che al posto dei treni ora sarà costretta a servirsi degli autobus. Concordiamo pienamente con le posizioni del comitato e riteniamo scandaloso sia l’operato di Trenitalia che il vergognoso silenzio delle Regione. Se per quanto attiene la Regione Abruzzo non ne siamo sorpresi, visto che da anni preferiscono che una linea trasversale coma la Sulmona – Carpinone resti utilizzata come un magnifico plastico in scala 1:1 per i treni turistici, lustro e vanto di fondazione FS e degli enti locali che tramite queste iniziative possono lavarsi la coscienza,per quanto attiene la Regione Lazio dobbiamo purtroppo notare la memoria corta del Presidente Zingaretti, che forse considera il bacino della Ciociaria un bacino di serie B, poco degno di attenzioni. Ma del resto, in tema di trasporto su ferro, la Regione Lazio, salvo acquistare nuovi treni, ha fatto ben poco per valorizzare le linee “secondarie” . Auspichiamo nel breve periodo la reintroduzione dei treni soppressi e chiediamo, nel medio e lungo periodo che il Gruppo FS e gli enti locali chiariscano il futuro della linea, anche in virtù del fatto che le ALn 668, attualmente  utilizzate sulla linea, sono quasi giunte a fine carriera. Condividiamo in pieno le preoccupazioni del Comitato e degli utenti: non vorremmo trovare “Improvvise” soppressioni di corse per carenza materiale rotabile, preludio ad una chiusura della linea.

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Comunicato Stampa, CeSMoT – Stazione Vigna Clara: importante decisione del TAR, ora si proceda con rapida apertura

vignaclaraLa notizia che il TAR , nella seduta di ieri ha ritenuto non necessaria la presentazione di una Valutazione d’Impatto Ambientale e abbia riconosciuto che la linea per Vigna Clara è stata realizzata “a regola d’arte” (cfr https://www.vignaclarablog.it/2017110173503/stazione-vigna-clara-semaforo-verde-via-la-via-non-serve/ ) ci lascia profondamente soddisfatti: con questa decisione vengono a cadere le pretestuose scuse accampate da pochi cittadini che pur di bloccare un’opera fondamentale per la mobilità cittadina hanno fatto ricorso alle carte bollate. Evidentemente , per oscuri motivi, questi cittadini  preferivano che l’opera restasse in abbandono, nonostante tutti i soldi pubblici spesi. Il nostro auspicio è che nell’udienza del prossimo dicembre il TAR rigetti definitivamente il ricorso dando così via libera ad una rapida riapertura della ferrovia, primo importante passo verso il completamento di un anello ferroviario da troppi anni atteso dai cittadini romani. Concordiamo infine con il Comitato “Un anello per Roma”   nel ritenere anche urgente una risistemazione delle aree superficiali esterne alla stazione, in particolare occorre procedere, trovando una opportuna soluzione che non danneggi operatori ed utilizzatori,  allo spostamento del mercato rionale di Piazza Diodati, la cui presenza limiterebbe, e non di poco, la fruibilità del parcheggio e l’accessibilità della stazione

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Ferrovie: Gect Gorizia, serve collegamento Slovenia-Italia. Lettera al commissario UE Bulc

sz664120L’Operativna iniciativa za Bohinjsko progo (OIBP – Iniziativa operativa per la Transalpina) e il Gruppo europeo di cooperazione territoriale GECT GO hanno predisposto in questi giorni un documento, che ha come destinataria la Commissaria EU per i trasporti Violeta Bulc, relativo alla mancanza di collegamenti ferroviari efficienti per il trasporto di persone tra l’Italia e la Slovenia. La tematica è stata anche tra i punti principali dell’incontro tra la Bulc e i cittadini UE in piazza Transalpina tra le due Gorizie, l’11 luglio scorso. In quell’occasione la Commissaria ha supportato anche la proposta di accelerare presso i ministeri competenti di ambedue gli Stati gli accordi necessarie per risolvere al più presto la problematica. Sempre sullo stesso tema si era espresso poco tempo fa anche il parlamentare della goriška e vicepresidente dell’Assemblea nazionale slovena Matjaž Nemec.
La nota è stata simbolicamente consegnata il 27 luglio scorso dal membro dell’OIBP Ervin Sorč alla Commissaria durante le celebrazioni per il 160° anniversario della tratta meridionale della ferrovia a Borovnica e successivamente inviata anche ufficialmente a Bruxelles.

Secondo quanto dichiarato da Milo Rovnik, assistente del direttore del traffico passeggeri delle Ferrovie slovene, con Trenitalia è stato già trovato un accordo sugli orari e sulle tariffe per istituire collegamenti giornalieri sulla linea Lubiana-Trieste-Venezia, ma diventa ora indispensabile il sostegno delle autorità competenti in Italia, e in particolare della regione Friuli Venezia Giulia, e rendere operativo l’accordo

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Comunicato Stampa – CeSMoT: due anni senza ferrovia Centocelle – Giardinetti,vittima delle istituzioni

I052-428-065_giardinettil 3 agosto di due anni fa, in maniera del tutto arbitraria e pretestuosa, ATAC decise di limitare la Ferrovia Termini – Giardinetti nella stazione di Centocelle adducendo una presunta sovrapposizione alla Linea C della metropolitana ed annunciando, contestualmente,  l’imminente avvio dei lavori di costruzione di una nuova stazione di interscambio all’altezza di Viale Palmiro Togliatti. Sono trascorsi due anni e nulla è cambiato: la nuova stazione non è stata mai realizzata,e i viaggiatori sono costretti ad una camminata a piedi per raggiungere al fermata della Metro C, dopo che è stata anche soppressa, la navetta “fantasma” istituita da ATAC, per nulla utilizzata in quanto assolutamente non pubblicizzata. La ferrovia Termini – Giardinetti, così come la Roma – Fiuggi di cui è erede, è vittima in primis di una regione colpevolmente assente che dopo aver distrutto le ferrovie romane e regionali si farà viva solo adesso, in campagna elettorale vantando successi e grandi risultati. La linea è inoltre vittima di  un’ azienda incapace, come ATAC, specializzata nel disservizio quotidiano,  succube e prostrata sia alle decisioni giunte dalle stanze di Via Cristoforo Colombo sia delle “paranoie” di alcuni settori dell’agenzia per la Mobilità e totalmente sorda alle esigenze ed alle richieste del territorio pervenute in questi due anni, richieste alle quali è stato sempre opposto uno sprezzante ed arrogante silenzio.  Ma, della chiusura e mancata riapertura è colpevole anche ed in primis  un’amministrazione capitolina, ormai sempre più allo sbando, capace solo ed esclusivamente di presentare a cadenza periodica ipotetici e faraonici piani di riapertura e rilancio, ma che di fatto non interviene con l’unica cosa realmente in suo potere, ovvero garantire la copertura finanziaria per l’esercizio della tratta sospesa e costringere l’azienda, di cui, ricordiamo, è azionista unico, ad attuare le linee programmatiche di riapertura che gli vengono ordinate. Come CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, in questa data infausta che segna uno dei punti più bassi nella storia del TPL romano, torniamo a chiedere con forza al Comune di mantenere le promesse fatte a partire dalla campagna elettorale, obbligando  ATAC a riaprire, immediatamente e senza scuse o temporeggiamenti la ferrovia, rispettando il contratto di servizio e le linee programmatiche. Vogliamo ricordare che allo stato attuale non esiste alcun atto scritto che giustifichi o autorizzi la chiusura della linea e che fino ad oggi Regione, ATAC ed Agenzia della Mobilità non hanno mai ritenuto opportuno spiegare all’utenza suddita le reali motivazioni della chiusura. Auspichiamo infine che la popolazione delle tratte interessate dalla sospensione torni in piazza a manifestare con forza, come due anni fa,  il proprio dissenso, anche per svegliare dal sonno degli “stolti” gli amministratori locali, a partire da quelli municipali

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Comunicato Stampa – Ferrovia Roma – Giardinetti: felicità nell’apprendere che Comune ha fatto sue le proposte del CeSMoT

059_426_067pantanoApprendiamo dalla stampa che la recente Commissione Mobilità ha deciso di pronunciarsi verso il ripristino e potenziamento della Ferrovia Roma – Giardinetti e siamo molto felici che il Comune abbia deciso di “fare sue” le proposte ed i progetti che la Ns associazione già da lungo tempo aveva presentato anche agli uffici competenti, scontrandosi sempre contro un muro di gomma, come se il ripristino di questa infrastruttura strategica, da troppo tempo pretestuosamente limitata senza alcun reale motivo a Centocelle, fosse un argomento tabù, da non toccare assolutamente. Per tutti questi anni abbiamo combattuto praticamente in solitaria questa battaglia, e riteniamo sia ancora troppo presto per cantare vittoria. Sebbene sia importante la decisione della Commissione Mobilità, già in passato abbiamo assistito alla presentazione di roboanti progetti di ammodernamento di ciò che resta della Roma – Fiuggi, senza che essi siano mai diventati un qualcosa di concreto. Riteniamo opportuno perciò che vengano sin da subito stabiliti dei punti fermi, onde evitare che anche questo progetto resti confinato al mondo delle buone intenzioni. Prima ancora di pensare a futuri prolungamenti, riteniamo perciò urgente ed imprescindibile il ripristino della tratta Centocelle – Giardinetti. L’operazione è fattibile in tempi relativamente brevi, previa pulizia e manutenzione della sede ferroviaria. Altro punto improcastinabile è l’acquisto di nuovo materiale rotabile di tipo metropolitano in sostituzione di gran parte di quello attuale,obsoleto ed inadatto a svolgere il servizio, facendo anche rientrare urgentemente in servizio tutti i mezzi dei gruppi 820 ed 830,  attualmente fermi per guasti o mancanza pezzi di ricambio. Necessario anche l’innalzamento delle banchine della tratta esistente per incarrozzamento a raso che renderebbe finalmente linea accessibile anche a disabili ed anziani, i primi attualmente impossibilitati all’utilizzo, i secondi costretti a vere e proprie “scalate” per salire a bordo dei mezzi. Per quanto attiene i progetti di prolungamento, come CeSMoT riteniamo che la soluzione miglior resti quella da noi ipotizzata, ovvero di una galleria che partendo poco dopo l’attuale fermata di Tobagi  passi sotto il quartiere di Torrenova, per poi affiancarsi a Viale della Sorbona, servendo le facoltà universitarie e facendo capolinea all’altezza del Policlinico Tor Vergata, dove sarebbe possibile la coincidenza con la progettata metropolitana leggera Anagnina – Tor Vergata – Torre Angela, creando un vero e proprio “effetto rete”. Ma, per realizzare ciò, così come un eventuale prolungamento verso Termini, occorre innanzitutto che vengano finalmente definite le competenze sulla linea, che ricordiamo essere ancora di proprietà Regionale, e che tutti i soggetti interessati  facciano la loro parte,con opportuni stanziamenti di fondi, evitando barricate ideologiche per guadagnare “qualche voto in più”  . Proprio per questo continuiamo a chiedere a gran voce che venga aperto un tavolo di confronto e partecipazione sul futuro della linea, con tutti i soggetti istituzionali e con le associazioni e comitati di utenti e cittadini, al fine di arrivare  ad un progetto condiviso per il rilancio di questa strategica infrastruttura.  Roma ed i romani non possono permettersi di perdere questo treno, il tempo delle chiacchiere e dei “faremo” è terminato. E dopo oltre un anno riteniamo che questa giunta, alla quale i cittadini chiedono importanti azioni in tema di mobilità sostenibile, abbia tutti gli strumenti per iniziare a lavorare seriamente per rendere Roma al pari di altre capitali europee.

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