La decisione della Questura di Roma di sospendere tutta la rete del TPL Romano nella giornata di domani dalle 22 alle 3 del mattino, per presunti problemi di sicurezza dovuti alla finale di Conference League che vedrà impegnata a Tirana la Roma, è sconsiderata e da irresponsabili e nega il diritto alla mobilità dei romani. Premettendo che generalmente nelle capitali europee il TPL, in occasione di eventi importanti si potenzia e non si interrompe, riteniamo che tale decisione danneggerà non solo chi deciderà di vedere la partita nei locali o sui maxi schermi, ma soprattutto i lavoratori turnisti che si vedranno costretti ad utilizzare mezzi alternativi per andare o tornare dal luogo di lavoro. Forse il questore è convinto che Roma sia una città ministeriale, dove al massimo alle 20 sono tutti a casa ma non è così, esiste una categoria di lavoratori turnisti che utilizza il TPL o per ragioni di convenienza o ,più semplicemente, in quanto non possessore di automobile. Come CeSMoT possiamo comprendere le motivazioni di sicurezza, se e solo se il piano avrebbe previsto una rientrata dei mezzi a fine partita, onde evitare atti di vandalismo specialmente sull’onda emotiva di festeggiamenti in caso di vittoria. Ricordiamo perfettamente cosa avvenne nel 2006,con i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia, ma furono vandalismi fortunatamente limitati a poche vetture che restarono bloccate nel caos post partita, mentre gran parte delle vetture vennero fatte rientrare in rimessa poco prima della fine della partita. Già i cittadini romani sono quotidianamente vessati da un TPL totalmente inefficiente offerto dall’azienda ATAC che negli anni si è dimostrata totalmente inadeguata al suo ruolo, aggiungere al danno anche la beffa ci sembra fortemente irrispettoso. Ci auguriamo che la Questura voglia rapidamente rivedere questa decisione o, che in alternativa spieghi all’utenza come tornare a casa domani sera. Forse con la camionette della Polizia?
Archivi tag: Mobilità
Comunicato Stampa – CeSMoT : TPL sia priorità per futuro sindaco di Guidonia Montecelio
Con l’avvicinarsi delle prossime votazioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Guidonia, come CeSMoT rinnoviamo appello a tutti i candidati a sindaco affinchè il TPL sia tra le prime priorità della loro agenda. Come abbiamo più volte in passato sottolineato la città di Guidonia ha una rete di TPL totalmente inefficace ed inefficiente,con poche linee, orari del tutto scollegati dalla reale domanda di trasporto, percorsi cervellotici e totale assenza di servizio nei giorni festivi e nelle ore serali. Il cambio di gestore, da SAP (passata a gestire alcune linee del consorzio Roma TPL) a BIS ha solamente portato un rinnovamento della flotta mezzi ,con 11 vetture, ed alcune paline elettroniche installate nei capolinea sulla cui utilità e ,sopratutto leggibilità delle indicazioni, ci permettiamo di dubitare. Appare evidente che finora si è preferito effettuare una semplice operazione di facciata piuttosto che investire in un potenziamento del servizio. Evidentemente non c’è alcun interesse a convincere i cittadini a lasciare l’automobile privata per utilizzare il trasporto pubblico, ma del resto, nella attuale situazione è abbastanza improbabile che un cittadino di Guidonia si convinca a fare ciò. Ad aggravare la situazione è indubbiamente anche la mancata integrazione tariffaria. Complice l’incapacità gestionale dell’assessorato regionale, il Metrebus è stato finora considerato un dogma intoccabile: solo ATAC,CoTraL e Trenitalia,lasciando fuori i vettori locali. A queste condizioni è palese che l’utenza cerchi di evitare il più possibile il doppio salasso e dove può o utilizza il CoTraL per i propri spostamenti o il mezzo privato. Lasciando gli autobus pagati dal comune a girare praticamente vuoti,con conseguente spreco di denaro pubblico. Auspicando un veloce cambio di rotta ed una riforma del TPL, in sinergia anche con i comuni limitrofi, restiamo in attesa di leggere le proposte dei candidati, e,come sempre, vigileremo sul rispetto delle promesse della campagna elettorale. Ci aspettiamo un impegno concreto verso una mobilità sostenibile.
Le stazioni italiane come hub della mobilità condivisa Intesa Osservatorio Sharing Mobility e Rete Ferroviaria Italiana
Le stazioni ferroviarie italiane come hub della mobilità condivisa integrando il treno e i servizi di sharing mobility, migliorando così la continuità fisica di un viaggio e la mobilità delle persone. Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) e Osservatorio Nazionale della Sharing Mobility, coordinato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e promosso dal Mite e dal Mims, hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa “Analisi e sviluppo della sharing mobility nelle stazioni ferroviarie” della durata di tre anni, finalizzato allo sviluppo della mobilità condivisa nelle stazioni italiane attraverso un approccio basato sulla condivisione di banche dati, analisi ed evidenze, nonché sull’utilizzo dei rispettivi sistemi informativi GIS (Geographic Information System). La cross-analysis dei dati condivisi potrà generare sinergie e fornire indicazioni utili a redigere mappe e studi che sovrappongano e integrino le stazioni ferroviarie con i servizi di sharing diffusi sul territorio, evidenziandone le possibili sinergie, rendendo così più connesso e accessibile il trasporto ferroviario e riducendo al contempo la congestione e l’inquinamento. Per analizzare lo sviluppo della sharing mobility e delle relazioni di scambio con le stazioni ferroviarie, l’intesa prevede inoltre una prima serie di approfondimenti mirati sulle città di Roma, Milano, Bologna, Palermo e Cagliari. Le stazioni diventeranno così centro attrattivo di sharing mobility in cui il treno diviene occasione di aggregazione di una famiglia più numerosa di servizi condivisi, integrati tra loro, e alternativa sostenibile all’auto privata, con benefici sull’ambiente e sull’utilizzo dello spazio urbano.
Comunicato Stampa – CeSMoT : contrari a qualsiasi ipotesi di smantellamento vecchia ferrovia Sangritana
Apprendiamo dalla stampa (https://www.abruzzolive.tv/lavoro-impresa/lanciano-paolini-ai-vertici-tua-giu-le-mani-da-sangritana-it31660.html) della crociata del sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, contro la possibile scomparsa del logo Sangritana dai servizi ferroviari. Premettendo che di fatto sono anni che azienda è confluita nella nuova società TUA,e che il nome di chi gestisce il trasporto è sicuramente l’ultimo dei problemi, riteniamo che probabilmente il promo cittadino di Lanciano ignori,oltre al fatto che la ferrovia è di proprietà regionale, che non solo non esiste più il marchio Sangritana ma non esiste più nulla della storica e grande rete progettata oltre 100 anni fa dalla mente illuminata dell’ing. Besenzanica. Infatti tra il 2006 ed il 2007 è stata totalmente dismessa la linea San Vito Marina – Lanciano – Castel di Sangro,mentre le tratte Archi Atessa e Crocetta Ortona erano già defunte dal 1973 e dal 1982 (escludendo l’effimero servizio merci da Ortona per Caldari degli anni ’90). In cambio i pendolari hanno avuto una nuova (e costosa)linea che parte alla periferia di Lanciano e dopo aver tagliato fuori tutti i centri abitati raggiunge la nuova stazione RFI. Con una percorrenza inferiore di circa 3 minuti rispetto alla vecchia linea. La montagna che ha partorito il topolino!Il sindaco evidentemente ignota anche che per arrivare alla nuova ,moderna e sovradimensionata stazione di Via Bergamo occorra ora prendere un “ecologico” autobus o il mezzo privato, così come ignora che dalla vecchia stazione di Via Dalmazia al posto dei treni ora partono “ecologici” autobus per San Vito,Ortona o Castel di Sangro. Così come forse ignora che la stazione di Via Dalmazia è distante solamente 400 metri dal centro città,ovvero dal famoso Santuario del Miracolo Eucaristico,mentre la nuova stazione di Via Bergamo dista oltre 1,5 km sempre dal centro città. Ma è evidente che unico interesse del sindaco,come traspare dall’articolo,sia quello di realizzare strade e parcheggi al posto della ferrovia. Come CeSMoT immaginiamo che evidentemente il sindaco non abbia mai seguito le vicende della ferrovia negli ultimi anni, altrimenti invece di sprecare tempo dietro al mantenimento di un nome sarebbe corso in Regione a chiedere come mai, ad esempio non si intervenga per riaprire la tratta per Marina San Vito,che,tra l’altro,sarebbe raggiungibile anche dalla nuova stazione. O magari avrebbe potuto chiedere come mai si siano spesi soldi dei contribuenti regionali (quindi anche dei suoi concittadini)per unificare le due stazioni di Castel di Sangro (sebbene la linea FS sia chiusa da anni al servizio ordinario sempre per volontà della Regione) o per realizzare la linea Sevel – Archi dove i lavori di completamento vanno avanti con lentezza da anni. Che l’Abruzzo sia una regione allergica al TPL lo dimostrano purtroppo sia la storia della Sangritana (emblematico fu quando anni fa la dirigenza pensava alla riforestazione in Costa Rica invece che a rilanciare il trasporto ai ferro)o le vicende delle filovie di Chieti e Pescara (tacendo sulla penosa vicenda del translohr a L’Aquila),e ci rammarica riscontrare questa allergia negli amministratori locali. Specialmente a Lanciano sembra esserci un odio verso la ferrovia visto che tempo fa qualcuno proponeva una ciclabile sul sedime ferroviario, ignorando probabilmente sia le pendenze sia il fatto che fino a Villa Martelli la vecchia tratta è utilizzata per collegare il nuovo deposito. Caro sindaco,è la nostra associazione, che da sempre si batte in favore di una mobilità sostenibile, a gridare “giù le mani dalla ferrovia!”. Noi restiamo fermamente contrari a qualsiasi ipotesi di smantellamento e riteniamo che sia possibile un suo rilancio anche in chiave turistica, ricordando che l’allora Sangritana ,con il “Treno della Valle” fu tra le prime aziende a proporre un servizio ad hoc dedicato al turismo, senza dimenticare che l’iniziativa potrebbe essere ripetuta anche in inverno per raggiungere le nevi di Roccaraso. Senza dimenticare che in deposito a Lanciano, è custodita una storica locomotiva a vapore, praticamente unica in Italia. Inoltre sarebbe possibile sfruttare il vecchio sedime della ferrovia adriatica, abbandonato dopo il raddoppio e lo spostamento a monte, per realizzare un tram-treno costiero che possa liberare l’incantevole costa dei trabucchi da traffico e parcheggio selvaggio.
Intervista a RadioSapienza
Radio Sapienza riparte nella stagione 2021/2022. Nella prima puntata del Post-It Attualità ospite d’eccezione: Omar Cugini, presidente del Centro Studi sulla Mobilità e Trasporti, che,intervistato da Maria Concetta Lammardo ha parlato della situazione dei trasporti a Roma.
Il podcast dell’intervista è disponibile a questo link: https://www.mixcloud.com/RadioSapienza/post-it-attualit%C3%A0-mercoled%C3%AC-10-novembre/
Ferrovia Roma – Lido, CeSMoT: una vergogna annunciata, urgente ora minimizzare disagi
Come era abbondantemente prevedibile, dal prossimo 11 Novembre la ferrovia Roma Lido, la peggiore ferrovia d’Italia, perderà una ulteriore tratta e dopo la sospensione della tratta Lido Centro – Cristoforo Colombo vedrà anche la sospensione nei giorni feriali della tratta Roma Porta San Paolo – Eur Magliana con frequenze, teoriche, di circa 25 minuti. Le cause del disastro son ben note e sono dovute alla cronica mancanza di treni: si sono colpevolmente posticipate le previste revisioni fino a quando ANSFISA ha giustamente imposto ad ATAC il fermo di ben sette treni. In una situazione già compromessa da incapacità gestionali e stucchevoli scaricabarile tra proprietario dell’infrastruttura (Regione) ed esercente (ATAC e di conseguenza il Comune di Roma) si è arrivati con soli tre treni utilizzabili e l’impossibilità di garantire il servizio con frequenze accettabili sull’intera tratta. Come CeSMoT da lungo tempo, insieme alle altre associazioni ed ai comitati pendolari, abbiamo denunciato il declino della Roma Lido, infrastruttura strategica con i suoi circa 55 mila passeggeri trasportati ogni giorno. Appare evidente che le responsabilità del disastro sono molteplici: alle ben note incapacità gestionali di ATAC,che è riuscita nella non invidiabile impresa di affondare il servizio del metroferro (per non parlare di tram e filobus),si è sommato il colpevole disinteresse della Regione Lazio che si è sempre limitata ad erogare i corrispettivi previsti dal contratto di servizio senza mai interessarsi dello stato di salute della sua linea. Mentre in altre Regioni si procedeva al rinnovamento delle infrastrutture finanziando anche l’acquisto di nuovi mezzi, sulla Lido si tirava a campare. Prima il revamping delle MR100 trasformate in MR600 nel 2000, tentativo di allungare la vita operativa di rotabili esistenti;poi, dal 2005, il revamping delle MA100 ex Metro A, pomposamente chiamate “Freccia del Mare” e rimaste in servizio poco meno di 10 anni a causa dei ben noti problemi strutturali;poi ancora il dirottamento sulla linea delle MA200 e dei CAF MA300 ex Metro A,con un parco mezzi totalmente inadeguato alle esigenze di servizio. In tutti questi anni, l’unico cenno di vita da parte della Regione Lazio è stato annunciare il passaggio di gestione da ATAC ad ASTRAL e CoTraL annunciando che in futuro la ferrovia cambierà nome in “metromare” . Come se bastassero poche slide in power point e vaghe promesse per risolvere una situazione ormai compromessa. Sarebbe quindi troppo facile chiedere le (opportune) dimissioni dell’Assessore regionale Alessandri, praticamente e colpevolmente finora assente, o la rimozione del direttore d’esercizio e dei responsabili ATAC del disastro: anche se “rotolassero” delle teste la situazione non cambierebbe. Acquistare nuovi treni richiede tempo ed anche trovare convogli usati adatti alle caratteristiche della linea, ammesso di trovarli in Italia o all’estero, richiede dei passaggi amministrativi e normativi che non rendono possibile una situazione in tempi rapidi. Occorre perciò, ora che Comune e Regione sono dello stesso colore politico, che gli assessori Patanè ed Alessandri lavorino in sinergia per trovare soluzioni che possano mitigare i disagi,magari istituendo anche dei servizi bus integrativi Lido Centro – Magliana o Acilia – Magliana per supportare la ferrovia, accelerando contestualmente le revisioni dei convogli e programmando l’acquisto di nuovi convogli. Fra tre anni la Roma Lido compirà 100 anni ed è inammissibile che in 100 anni il servizio invece di migliorare sia ridotto in queste condizioni.
Comunicato Stampa -CesMoT , auguri al nuovo assessore alla mobilità di Roma Capitale
Porgiamo i nostri migliori auguri all’onorevole Patanè per la nomina ad assessore alla mobilità di Roma Capitale, incarico prestigioso ed impegnativo che ci auguriamo sappia ricoprire con la professionalità che il ruolo richiede. Il neo-assessore avrà davanti a lui un lavoro molto impegnativo soprattutto per la difficoltà di dover rilanciare il trasporto pubblico nella capitale, che paga decenni di cattive gestioni. Tra le prime priorità che il nuovo assessore dovrà risolvere riteniamo ci sia indubbiamente,oltre alla urgente riattivazione della ferrovia Centocelle – Giardinetti e della filovia Laurentina,l’attuale crisi della rete tramviaria. Gli ultimi eventi accaduti, tra cui il dissesto stradale in P.le del Verano, hanno messo in luce la necessità di intraprendere urgenti interventi di ammodernamento e potenziamento.con un programma di manutenzione infrastrutturale e di rinnovo del parco mezzi Auspichiamo,come CeSMoT, che l’Assessore Patanè, di certo non un neofita del settore vista l’esperienza acquisita in Regione, sappia mettere in campo idee e progetti innovativi,sfruttando le sinergie con Governo Regione e municipi. Da parte nostra c’è la piena e completa disponibilità ad un costruttivo e positivo confronto per poter illustrare i nostri progetti, nell’ intento di contribuire a far crescere il trasporto romano nella nostra bellissima città, per la quale è necessario un vero e proprio rinascimento trasportistico.
CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti
Comunicato Stampa – CeSMoT,congratulazioni a Gualtieri, nuovo sindaco di Roma, ora si lavori a rilancio TPL
Con oltre il 50% delle sezioni scrutinate, appare ormai evidente che il nuovo sindaco di Roma sarà Roberto Gualtieri, a cui spetterà ingrato compito di risollevare la città dal disastro dei cinque anni di amministrazione grillina. Nel fare i complimenti al nuovo sindaco, democraticamente eletto dal popolo sovrano, auspicando che abbia a cuore le sorti della città e la volontà di rilancio del TPL, desideriamo ricordargli quelle che, a nostro giudizio, sono le priorità in tema TPL,ovvero ammodernamento e potenziamento della rete tramviaria, acquistando nuovi mezzi e provvedendo ad effettuare le necessarie ed improcastinabili manutenzioni infrastrutturali;il ripristino della filovia lungo la Via Laurentina,risolvendo le problematiche che da mesi tengono fermi i filobus;revisione della rete di superficie del TPL, finora caratterizzata da interventi randomici privi di qualsiasi logica come recentemente ad Ostia;la riapertura della tratta Centocelle – Giardinetti, in attesa dei futuristici lavori di prolungamento ed una revisione della rete di ciclabili, molte delle quali realizzate solo a fini propagandistici e prive di qualsiasi logica e razionalità (vedi Via Gregorio VII). Il processo di rinnovamento dovrà necessariamente passare per il rinnovo dei vertici di ATAC e RomaServiziMobilità,colpevoli quanto la passata giunta del disastroso stato del TPL romano. Auspichiamo anche che il nuovo sindaco ascolti le richieste di associazioni e cittadini,nominando nei posti chiave persone competenti in materia TPL,senza cedere a logiche puramente politiche. Attendiamo la composizione della nuova giunta ed il nuovo assessore alla mobilità per sapere quali saranno i primi interventi che si intendono realizzare nei primi 100 giorni di consiliatura. Come CeSMoT,fedeli ai nostri valori ed al nostro statuto, continueremo a batterci affinchè Roma possa finalmente avere un TPL degno di una capitale europea: non siamo ingenui e sappiamo benissimo che occorrerà tempo al nuovo sindaco per risolvere atavici problemi, ma pretendiamo un impegno concreto. Meno slogan e più concretezza. Sopratutto ora che il nuovo sindaco potrà contare sulla vicinanza politica della regione Lazio, finora fin troppo assente e disinteressata alle sorti delle sue tre ferrovie, il cui stato comatoso è purtroppo ben noto ad utenti e pendolari.
Comunicato Stampa -Guidonia Montecelio, CeSMoT:bene nuovi bus e paline elettroniche ma resta necessaria riforma rete TPL
Dopo l’arrivo delle nuove vetture corte ,i cittadini di Guidonia Montecelio che si servono del TPL gestito da BIS hanno avuto la piacevole sorpresa di vedere in servizio ulteriori nuove vetture (King Long) e di vedere installate nei capolinea,come in Piazza Trilussa a Setteville,una palina elettronica che indica i tempi di attesa. Come CeSMoT siamo molto soddisfatti di queste necessarie migliorie, specialmente le nuove vetture hanno permesso di pensionare le vetture usate provenienti da altri gestori,tuttavia continuiamo a ritenere la rete di TPL totalmente inadeguata e non rispondente alle reali esigenze di mobilità della cittadinanza: percorsi tortuosi e frequenze da corriera di campagna non invogliano assolutamente utenza, così come assenza di un collegamento con la metropolitana di Rebibbia o la stazione RFI di Lunghezza e la mancanza di un servizio festivo. Auspichiamo che amministrazione comunale voglia realmente incentivare utilizzo del trasporto pubblico ed attendiamo urgente e necessaria riforma della rete
Comunicato Stampa – CeSMoT, assolutamente contrari a smantellamento ferrovia Foggia – Manfredonia
Apprendiamo con grande stupore le dichiarazioni dell’assessore regionale Anita Maurodinoia sulla volontà di smantellare la ferrovia Foggia Manfredonia per sostituirla con un non meglio identificato sistema BRT – Bus Rapid Transit. Forse la calura estiva deve aver annebbiato le idee all’assessore, altrimenti non si spiegherebbe la volontà di smantellare la ferrovia. Che il pregresso progetto di tram-treno fosse autentica fantasia era evidente, se non altro per il non trascurabile dettaglio che tale sistema non esiste nei regolamenti RFI e ,per tanto, RFI stessa, come gestore dell’infrastruttura e “proprietario” della linea, non poteva assolutamente accettarlo. Fallito il primo tentativo di dismettere la ferrovia, la regione torna alla carica con un corridoio multimodale, ovvero togliere i binari per creare una strada riservata agli autobus. Che la Regione Puglia sia da tempo allergica al TPL non è una novità: se si eccettua il virtuoso progetto della filovia di Lecce,pensano come macigni la penosa vicenda della filovia barese, terminata da anni ma per la quale la regione non sembra volerne finanziare l’esercizio, la sospensione della ferrovia Rocchetta S.A.L – Spinazzola – Gioia del Colle e l’offerta ridicola di treni (prima della chiusura per inutili lavori di elettrificazione) sulla ferrovia Barletta – Spinazzola. Senza dimenticare i tagli del 2019 al servizio ferroviario di Ferrovie del Gargano. Come CeSMoT vorremmo intanto ricordare all’assessore che sta facendo i conti senza l’oste, ovvero RFI. Certamente come regione ha la possibilità di non pagare i treni Foggia – Manfredonia e far accomodare anche d’estate la numerosa utenza sui bus. Del resto già da anni la Regione Puglia ritiene che d’inverno utenza possa utilizzare il bus al posto del treno. Ma dubitiamo che la Regione possa decidere di smantellare un qualcosa che non gli appartiene, e la linea, fino a prova contraria è di RFI e fa parte dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. Indubbiamente nel corso degli anni la ferrovia ha perso in parte l’antico ruolo, complice la posizione isolata di stazioni come Amendola o Frattarolo, indubbiamente la chiusura della RFIEnichem unita a politiche sbilanciate verso il trasporto su gomma delle merci ha fatto scomparire il traffico merci sulla linea (in barba ai soldi spesi per realizzare la nuova stazione di Frattarolo ed il raccordo merci che doveva servire anche al porto di Manfredonia) ma la linea è semplicemente mal sfruttata, complice la presenza di bus (regionali) totalmente sovrapposti al servizio ferroviario. Risibile e ridicola è la posizione del comune di Manfredonia: premesso che la ferrovia serve ottimamente la frazione balneare di Siponto, non ci sembra che i binari taglino in due la città. Forse al comune sono intrappolati in una bolla spazio-temporale e ricordano ancora quando negli anni ’70 i convogli arrivavano nella fermata di Manfredonia Città, ubicata nei giardini di Viale Kennedy. Invitiamo per tanto l’assessore a fare una retromarcia e a valutare, visti anche i soldi spesi per la realizzazione della fermata di Manfredonia Nord, a potenziare la ferrovia, creando un vero servizio integrato treno+bus. L’esempio della Foggia – Lucera, ramo secco per le allora FS e risorta a nuova vita grazie a Ferrovie del Gargano, avrebbe dovuto fare scuola. Se poi la Regione vuole essere miope ed insensibile, come lo sono state ad esempio Piemonte ed Abruzzo, la linea può diventare una risorsa turistica grazie a Fondazione FS, come avvenuto per linee come la Avellino – Rocchetta, Sulmona – Carpinone o Agrigento – Porto Empedocle